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LINEA DI DIFESA

Microbiota orale: cos’è, come funziona e perché è importante

Con il termine microbiota orale si indica l’insieme dei microrganismi che popolano il cavo orale e l’orofaringe. Ne fanno parte soprattutto batteri, ma anche funghi, virus e altri microrganismi.

Non si tratta però di una semplice “lista di batteri”.

Il microbiota orale è un vero ecosistema, nel quale le diverse popolazioni microbiche convivono, interagiscono e competono tra loro all’interno di ambienti differenti.

La sua composizione non è uguale in tutte le persone e può modificarsi nel corso della vita. Età, alimentazione, caratteristiche della saliva, igiene orale, farmaci e condizioni dell’ambiente orale possono contribuire a influenzarne l’equilibrio.

Il termine microbioma viene invece utilizzato soprattutto in riferimento al patrimonio genetico dei microrganismi e, in senso più ampio, alle loro funzioni e alle interazioni che caratterizzano l’ecosistema microbico.

Cos’è il microbiota orale

Con il termine microbiota orale si indica l’insieme dei microrganismi che popolano il cavo orale e l’orofaringe. Ne fanno parte soprattutto batteri, ma anche funghi, virus e altri microrganismi.

Non si tratta però di una semplice “lista di batteri”.

Il microbiota orale è un vero ecosistema, nel quale le diverse popolazioni microbiche convivono, interagiscono e competono tra loro all’interno di ambienti differenti.

La sua composizione non è uguale in tutte le persone e può modificarsi nel corso della vita. Età, alimentazione, caratteristiche della saliva, igiene orale, farmaci e condizioni dell’ambiente orale possono contribuire a influenzarne l’equilibrio.

Il termine microbioma viene invece utilizzato soprattutto in riferimento al patrimonio genetico dei microrganismi e, in senso più ampio, alle loro funzioni e alle interazioni che caratterizzano l’ecosistema microbico.

microbiota

Dove vive il microbiota orale

La bocca non costituisce un unico ambiente.

Lingua, denti, gengive, saliva, mucose e orofaringe presentano caratteristiche differenti e rappresentano vere e proprie nicchie ecologiche, nelle quali possono svilupparsi comunità microbiche diverse.

Le superfici dei denti, per esempio, sono molto differenti dalla mucosa della bocca o dal dorso della lingua. Anche disponibilità di nutrienti, presenza di ossigeno, pH e flusso salivare contribuiscono a creare condizioni specifiche nei diversi distretti.

Per questo alcuni microrganismi sono particolarmente adatti a vivere e colonizzare determinate aree.

La colonizzazione, però, non avviene mai in uno spazio vuoto: ogni microrganismo entra in relazione con una comunità già presente, con la quale può condividere o competere per spazio e nutrienti.

È proprio questa rete di relazioni a contribuire alle caratteristiche e alla stabilità dell’ecosistema orale.

Il microbiota orale come prima linea di difesa

Il cavo orale è uno dei principali punti di contatto tra l’organismo e l’ambiente esterno ed è continuamente esposto a microrganismi attraverso l’aria, gli alimenti e tutto ciò che entra in contatto con la bocca.

In questo contesto, il microbiota orale partecipa, insieme alla saliva, alle mucose e al sistema immunitario locale, alla prima linea di difesa dell’organismo.

Una comunità microbica equilibrata contribuisce infatti a occupare gli spazi disponibili e a utilizzare le risorse presenti nell’ambiente, creando condizioni meno favorevoli alla crescita eccessiva di microrganismi opportunisti o potenzialmente patogeni.

Questa competizione microbica rappresenta uno dei meccanismi attraverso cui il microbiota contribuisce all’equilibrio dell’ambiente orale e orofaringeo.

Il microbiota orale non costituisce quindi una barriera fisica e non impedisce da solo l’ingresso di virus o batteri: è una delle componenti di un sistema di difesa più ampio che coinvolge microrganismi, mucose, saliva e risposta immunitaria locale.

Microbiota sorriso

Come funziona un microbiota orale in equilibrio

Quando si parla di microbiota “in equilibrio” si tende talvolta a immaginare una netta distinzione tra batteri buoni e batteri cattivi.

La realtà è più complessa.

L’equilibrio dipende dalla composizione della comunità microbica, dalle attività dei diversi microrganismi, dalle condizioni dell’ambiente e dalle interazioni con l’organismo che li ospita.

Molti microrganismi vivono inoltre organizzati in biofilm, strutture nelle quali diverse popolazioni microbiche convivono a stretto contatto e interagiscono tra loro.

All’interno di queste comunità possono verificarsi fenomeni di cooperazione ma anche di competizione per spazio e nutrienti. Questa competizione rappresenta uno dei meccanismi attraverso cui una comunità microbica può contribuire a limitare la crescita eccessiva di altre popolazioni.

Alcuni batteri producono inoltre sostanze, come le batteriocine, capaci di interferire con la crescita di specifici microrganismi.

L’equilibrio del microbiota dipende quindi non soltanto da quali specie sono presenti, ma anche da come interagiscono tra loro.

Quando l’equilibrio si altera: la disbiosi orale

Quando la composizione o le relazioni tra le diverse popolazioni microbiche cambiano in modo significativo, alcune specie possono essere favorite a discapito di altre.

Questa alterazione dell’ecosistema viene definita disbiosi.

Diversi fattori possono contribuire a modificare l’ambiente orale, tra cui:

  • igiene orale inadeguata;
  • alimentazione;
  • fumo;
  • modificazioni della quantità o della composizione della saliva;
  • alcuni farmaci;
  • terapie antibiotiche;
  • condizioni che interessano denti e gengive.

In una condizione di disbiosi, anche i meccanismi di competizione e controllo che contribuiscono alla stabilità della comunità microbica possono modificarsi, favorendo la crescita di popolazioni opportuniste.

La disbiosi non corrisponde però semplicemente alla presenza di un determinato microrganismo. È piuttosto il risultato di una modifica dell’equilibrio complessivo della comunità e delle condizioni che ne regolano le interazioni.

Per questo mantenere un microbiota equilibrato non significa necessariamente eliminare determinati batteri o aumentare indiscriminatamente quelli considerati favorevoli, ma preservare le condizioni che permettono all’ecosistema di mantenere la propria stabilità.

disbiosi

Microbiota orale e vie respiratorie: qual è il legame?

La funzione del microbiota orale assume particolare interesse considerando la continuità anatomica tra cavo orale, orofaringe e vie respiratorie superiori.

Questi ambienti non rappresentano compartimenti completamente separati e tra i diversi distretti possono verificarsi continui scambi di microrganismi e di loro componenti.

Il microbiota orale rappresenta quindi una delle componenti della prima linea di interazione con i microrganismi provenienti dall’esterno, all’interno di un sistema più ampio che comprende saliva, mucose e sistema immunitario locale.

Per questo la ricerca sta approfondendo sempre di più le relazioni tra microbiota orale, microbiota orofaringeo e microbiota delle vie respiratorie.

In questo contesto, anche l’equilibrio delle diverse comunità microbiche assume particolare interesse: variazioni dell’ecosistema possono infatti modificare le condizioni nelle quali le popolazioni presenti sulle mucose crescono e competono tra loro.

Questo non significa che una variazione del microbiota orale determini automaticamente un’infezione respiratoria.

Le infezioni delle vie respiratorie dipendono da molteplici fattori. Il microbiota rappresenta piuttosto una delle componenti dell’ecosistema delle mucose, nel quale avvengono continuamente interazioni tra microrganismi, ambiente e organismo.

Studiare queste relazioni permette di comprendere meglio anche il razionale di strategie rivolte a sostenere l’equilibrio delle comunità microbiche presenti nel cavo orale e nell’orofaringe.

Come prendersi cura del microbiota orale

Preservare l’equilibrio del microbiota orale significa innanzitutto prendersi cura dell’ambiente nel quale vive.

Una buona igiene orale, la salute di denti e gengive, un’alimentazione equilibrata e l’attenzione ai fattori che possono modificare l’ambiente della bocca contribuiscono al mantenimento delle normali condizioni del cavo orale.

Accanto a queste abitudini, la ricerca ha studiato anche la possibilità di intervenire sulle dinamiche della comunità microbica mediante specifici ceppi probiotici selezionati per il cavo orale e l’orofaringe.

L’obiettivo non è semplicemente quello di “aggiungere batteri buoni”.

Gli effetti di un probiotico dipendono dalle caratteristiche dello specifico ceppo, dalla quantità utilizzata, dalla capacità di raggiungere il distretto di interesse e dalle modalità con cui il microrganismo interagisce con le comunità già presenti.

Probiotici

Perché nei probiotici orali conta lo specifico ceppo

Quando si parla di probiotici, indicare soltanto la specie batterica non è sufficiente.

Microrganismi appartenenti alla stessa specie possono possedere caratteristiche differenti a seconda dello specifico ceppo.

Per un probiotico destinato al cavo orale possono essere particolarmente rilevanti caratteristiche quali la capacità di:

  • raggiungere e colonizzare una determinata nicchia;
  • competere per spazio e nutrienti;
  • interagire con gli altri microrganismi presenti;
  • produrre sostanze coinvolte nelle dinamiche di competizione microbica;
  • adattarsi alle condizioni dell’ambiente orale e orofaringeo.

È quindi più corretto parlare di proprietà ceppo-specifiche piuttosto che attribuire automaticamente le stesse caratteristiche a tutti i microrganismi appartenenti a una determinata specie.

Streptococcus salivarius K12 e microbiota orale

Tra i microrganismi caratteristici del cavo orale e dell’orofaringe troviamo Streptococcus salivarius.

È una specie che colonizza precocemente questi distretti e che fa naturalmente parte delle comunità microbiche della bocca.

All’interno di questa specie, alcuni ceppi sono stati studiati per caratteristiche specifiche.

Uno dei più conosciuti è Streptococcus salivarius K12, studiato per la sua capacità di colonizzare il cavo orale e l’area orofaringea e per le modalità con cui interagisce con altri microrganismi presenti nello stesso ambiente.

Il ceppo K12 produce inoltre specifiche batteriocine, tra cui alcune salivaricine, coinvolte nelle dinamiche di competizione microbica.

Queste caratteristiche aiutano a comprendere perché, quando si parla di probiotici destinati al microbiota orale, l’identificazione completa del microrganismo — specie e ceppo — sia un elemento importante.

Streptococcus salivarius K12 è il ceppo contenuto in Bactoblis®, formulato per favorire l’equilibrio del microbiota orale.

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