FARINGOTONSILLITI: COSA SONO, COSA FARE

FARINGOTONSILLITI E MICROBIOTA

Le faringotonsilliti sono le infiammazioni della faringe e delle tonsille. La faringite, invece, è l’infiammazione unicamente della faringe. Nella faringotonsillite, le tonsille si presentano ingrossate, spesso ricoperte di essudato, a dimostrazione di una reazione immunitaria in atto.

Faringiti e faringotonsilliti possono essere causate da batteri o virus, e in funzione dell’agente patogeno andrà scelta la terapia farmacologica opportuna.

Se l’infezione è di origine virale si può solo intervenire sui sintomi, come la febbre, con gli antipiretici. Se l’infezione è batterica, i sintomi comuni sono arrossamento e bruciore della gola, dolore nella deglutizione, possibile febbre, e si dovrà intervenire con la terapia antibiotica.

L’elevato utilizzo degli antibiotici ha però portato, nel corso del tempo, alla selezione di ceppi batterici resistenti sui quali l’antibiotico risulta inefficace (la cosiddetta antibiotico-resistenza).

Per evitare lo sviluppo delle antibiotico-resistenze sarebbe consigliato fare un antibiogramma in laboratorio già in fase iniziale in modo da intervenire subito con l’antibiotico più adatto. Spesso però per ridurre i tempi di intervento si effettua se il primo tentativo di terapia antibiotica fallisce.

QUALI BATTERI SONO CAUSA DI FARINGITI E FARINGOTONSILLITI?

Il principale batterio causa di faringiti e faringotonsilliti è lo Streptococcus pyogenes che, quando trova “terreno fertile” nel cavo orale, può colonizzarlo portando infiammazione e mal di gola. Lo Streptococcus pyogenes, noto anche come Streptococco beta-emolitico di gruppo A, è anche causa di malattie come tonsillite, scarlattina, polmonite e malattia reumatica.

La presenza di Streptococcus pyogenes è associata ad una disbiosi orale perché, in mancanza di batteri buoni, trova spazio per insediarsi e replicarsi. Quando ormai lo S. pyogenes si è insediato, si deve ricorrere alla terapia antibiotica per eradicarlo ed evitare conseguenze più gravi come la malattia reumatica. A causa del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, uno dei pochi antibiotici efficace è l’amoxicillina.

COME INDIVIDUARE L’INFEZIONE DA STREPTOCOCCO BETA-EMOLITICO DI GRUPPO A?

Per l’individuazione dello Streptococcus pyogenes, si possono effettuare due analisi:

  • Test rapido: dura 15 minuti ed è specifico per valutare la presenza di Streptococcus pyogenes. Ha accuratezza intorno al 96% e in caso di negatività ma in presenza di sintomi si consiglia di solito di eseguire anche il test colturale.
  • Test colturale: ha accuratezza che rasenta il 100% e consiste in una coltura su piastra in laboratorio ottenuta da un tampone orofaringeo. Quindi si fanno crescere i batteri raccolti dal tampone e si valuta l’eventuale presenza dello streptococco.

SI POSSONO PREVENIRE LE FARINGONSILLITI?

Indipendentemente dalla causa di natura batterica o virale, le faringotonsilliti sono favorite dalle basse temperature e sono più frequenti in età pediatrica.

La faringe è il primo tratto del tubo digerente e fa parte delle vie aeree superiori, venendo facilmente a contatto con batteri e virus. Quando l’esposizione al freddo e gli sbalzi termici sono frequenti, anche le difese immunitarie sono più deboli. Durante il periodo invernale, infatti, virus e batteri si moltiplicano più facilmente in gola. La maggior permanenza in luoghi chiusi e poco areati favorisce la concentrazione dei patogeni nell’ambiente e la possibilità di contagio tra gli individui.

Le tonsille sono una prima barriera contro i patogeni provenienti dall’esterno. Trovandosi in una posizione strategica, questo sistema di difesa è importante soprattutto durante l’infanzia, quando il sistema immunitario è ancora poco maturo. Le tonsille, infatti, si sviluppano gradualmente e raggiungono la loro massima dimensione all’età di 3-5 anni. Successivamente le loro dimensioni si riducono fino a diventare praticamente inattive dal punto di vista funzionale nell’età adulta. Aumentando di volume, le tonsille vanno incontro più facilmente a infezioni e diventano ottimi depositi di materiale infettivo.

Fare prevenzione però è possibile. Sicuramente un’accurata igiene delle mani è il primo passo perché si evita di portare virus e batteri verso il cavo orale. La pandemia in corso ha sicuramente rafforzato questa buona abitudine in grandi e piccini.

Una particolare attenzione poi si deve tenere quando si sta per entrare nel periodo invernale, o quando i bambini, più esposti a questi problemi, tornano nelle comunità scolastiche.

Infine, prendersi cura del microbiota orale è una buona pratica. Più il cavo orale è popolato da batteri buoni, meno “spazio” avranno i patogeni per insediarsi e fare danni!

Chiedi sempre consiglio al medico o al pediatra su cosa è meglio fare.